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Welcome to the National Wedding Show di Londra!

Come una brava organizzatrice di eventi che si rispetti che trascorre l’estate lontana da mare e spiagge tropicali perché impegnata a lavorare, anch’io quest’anno sono andata in vacanza a fine Settembre. Per rilassarmi un po’ e soprattutto godere di un clima più fresco del nostro ho scelto la città di Londra, presso la quale non mi recavo da tempo.

Ho fatto coincidere i giorni delle mie vacanze, all’insaputa del mio povero marito, con il National Wedding Show, la più prestigiosa fiera dedicata al matrimonio del Regno Unito.

Vi confesso però che…uhm, le fiere di settore non sono proprio la mia passione. Lo dico senza presunzione, giuro, ma ho sempre ritenuto superfluo parteciparvi.

Probabilmente è da considerarsi un errore, ma non credo che la dimensione fieristica possa donare a due sposini in cerca di idee quell’esclusività, quel disegno ad hoc, quel concept unico che io ed il mio team di fornitori cerchiamo di studiare e di “cucire” addosso ai nostri protagonisti speciali.

Tuttavia, vista l’importanza storica, le mie aspettative su questa fiera  erano davvero molto alte. Capita spesso che nuove tendenze e idee che provengono proprio dal mondo anglosassone contaminino anche noi italiani anche se, diciamocelo, per gusto ed eleganza non abbiamo granché da imparare dagli altri paesi.

Va detto però che professioni come quella di Organizzatore di Eventi o nel caso specifico del matrimonio la figura del Wedding Planner, nascono negli Stati Uniti, diffondendosi poi nel resto del mondo anglosassone per arrivare infine anche da noi, non dimentichiamolo!

Nonostante questo devo dire di aver trovato in fiera concetti e idee che noi qui sviluppiamo e su cui lavoriamo già da tempo. Con le location agricole immerse nel verde di cui in Sicilia possiamo fruire, il matrimonio bucolico o agrochic non mi è sembrato poi così innovativo, allo stesso modo il matrimonio da favola, quello dall’ambientazione principesca che continua a essere sognato dalle spose più romantiche…cosa direbbe allora una sposa inglese se vedesse il Castello Lanza Branciforte di Trabia?

Una differenza notevole però devo riconoscerla.

Per ragioni di natura socio-culturale noi sicuramente siamo lontani anni luce dagli anglosassoni sul tema dei matrimoni civili. Mi riferisco sia ai matrimoni di coppie eterosessuali che scelgono di sposarsi civilmente, per le quali vengono ricreate ambientazioni da sogno che sopperiscano all’assenza della Cappella o della Basilica canonica che alle unioni gay, legalizzate ormai praticamente in tutta Europa tranne che da noi in Italia!

Per il resto, lo champagne scorreva a fiumi e l’opulenza nei decori e negli allestimenti la descriverei talmente tanto frastornante che ho dovuto prendere una moment.